Una promessa nata nel Seicento
La festa patronale di Ostuni ha un'origine precisa e dolorosa. Nella seconda metà del Seicento la peste attraversò questa parte di Puglia e la città ne uscì risparmiata: la popolazione attribuì quella salvezza all'intercessione di sant'Oronzo e il ringraziamento si trasformò in un voto che nessuna generazione ha più sciolto. È un dettaglio storico che spiega molto dell'intensità con cui gli ostunesi vivono ancora oggi questi giorni, e della serietà con cui li preparano.
La festa nella forma solenne che vedrete oggi fu istituita alla fine del Settecento e da allora si ripete con una continuità rara. Non si tratta di una rievocazione costruita per i visitatori: è una liturgia civile e religiosa insieme, organizzata dal Comune e dalla comunità parrocchiale, che i residenti allestiscono per mesi. Chi soggiorna sulla costa alla fine dell'estate si trova, quasi senza cercarlo, dentro il momento più identitario dell'anno ostunese.
Tre giorni alla fine di agosto
Le celebrazioni si concentrano negli ultimi giorni di agosto e occupano tre giornate piene. Il programma alterna momenti religiosi — la novena che prepara la festa, le messe solenni, le processioni — e momenti di piazza: concerti aperti a tutti, bande musicali, luminarie montate lungo le vie principali, bancarelle di dolci e prodotti tipici. Il baricentro resta il centro storico, con Piazza della Libertà e l'area del Foro Boario come poli principali.
Il ritmo dei tre giorni è quello classico delle feste patronali del Sud: mattine tranquille, pomeriggi in crescendo, serate che si allungano fino a notte. Vale la pena salire in città anche solo per vedere il centro storico completamente illuminato: le pareti a calce riflettono le luci e la Città Bianca assume un aspetto che non ha in nessun altro periodo dell'anno. Se viaggiate con bambini, le prime ore della sera sono le più adatte.
La Cavalcata: cavalli bardati e uniformi rosse
Il momento che dà il nome popolare alla festa è la Cavalcata, che si svolge nella giornata centrale. Un corteo di cavalli e cavalieri accompagna per le vie della città la statua d'argento del santo: i cavalieri indossano uniformi di gusto ottocentesco, con giacca rossa, pantaloni bianchi e un caratteristico copricapo cilindrico con piume scarlatte. I cavalli sono coperti da gualdrappe rosse ricamate con elaborati disegni in argento, preparate con una cura che si nota anche a distanza.
La parte meno visibile è forse la più interessante. La vestizione dei cavalli e dei cavalieri è un rito domestico, che avviene nelle case delle famiglie coinvolte e che si tramanda di generazione in generazione insieme ai suoi accorgimenti e ai suoi piccoli segreti. Quando il corteo esce e imbocca i vicoli bianchi del centro storico, quello che vedete è il risultato di una tradizione familiare, non di una messa in scena organizzata dall'esterno.
I fuochi sotto le mura
L'altro appuntamento che richiama molte persone è quello pirotecnico. Nella serata centrale della festa i fuochi d'artificio vengono sparati nella zona di viale Oronzo Quaranta, sotto le mura della città vecchia: uno spettacolo di gusto barocco, lungo e articolato, che si guarda comodamente dal viale e dai suoi affacci. È un momento molto partecipato, quindi conviene arrivare con largo anticipo e mettere in conto che le strade di accesso alla città si riempiono.
Nelle stesse ore il centro è animato anche da spettacoli e concerti gratuiti. Se preferite una serata più raccolta, il consiglio è di visitare il centro storico il primo o il terzo giorno, quando l'atmosfera è festiva ma la folla è più gestibile, e riservare la giornata della Cavalcata alla sola processione.
Viverla partendo da Rosa Marina
Dalla villa a Ostuni ci sono circa otto chilometri, una distanza che rende semplice partecipare alla festa e rientrare in serata. Il parcheggio privato interno di Villa Armando vi permette di lasciare le auto in sicurezza e di organizzare gli spostamenti con calma; in città, nei giorni della festa, conviene arrivare presto e mettere in conto una passeggiata a piedi fino al centro storico. Scarpe comode e una felpa leggera per la sera sono sempre una buona idea.
Per la cena potete orientarvi sui ristoranti che consigliamo ai nostri ospiti — l'Osteria del tempo perso, Le Taverne da Maurizio e Casa Ciaccia — prenotando con anticipo, perché nei giorni della festa la città si riempie. Trovate altri spunti sul territorio nella pagina dintorni. Per le date esatte, gli orari della Cavalcata e il programma completo fate riferimento ai canali ufficiali del Comune di Ostuni e della parrocchia, che li pubblicano ogni anno nelle settimane precedenti.
La villa a otto chilometri dalla festa
Soggiornando a Rosa Marina potrete vivere i giorni di Sant'Oronzo senza rinunciare alla tranquillità della piscina privata e del giardino. Scriveteci per verificare la disponibilità nella settimana che vi interessa.
